Il suono di una campana scandisce la nostra vita civica, invitandoci a riunirci nello spazio pubblico. Il suo suono inconfondibile scandisce le ore, ci chiama a riunirci, ci avvisa del pericolo e annuncia occasioni importanti. Queste e altre modalità di comunicazione pubblica possono unire le comunità e definire il panorama uditivo della nostra città, anche quando tutto il resto è silenzioso e immobile.
Davina Semo (nata nel 1981 a Washington, DC) ha creato cinque campane in bronzo fuso che i visitatori potranno suonare nel Brooklyn Bridge Park, richiamando la comunicazione marittima un tempo comune in questo sito sul lungomare. Sebbene la loro funzione percussiva sia familiare, la forma tradizionale delle campane è stata reinterpretata dall'artista come una scultura allungata e aerodinamica che pende da una pesante struttura industriale in acciaio zincato. I fori che ha praticato in ogni campana creano costellazioni di luce nei loro interni oscurati e motivi staccati sui loro gusci esterni. Queste composizioni conferiscono loro identità uniche, caratterizzate dai loro titoli evocativi: Riflettore, Cantante, Sognatore, Ascoltatoree MadreLe loro voci distintive si esprimono anche nelle sottili sfumature dei loro toni quando vengono suonate.
Le campane di Semo sono rivestite con una vernice perlescente lucida che si illumina di un arancione acceso, evocando il colore internazionale dell'allarme urgente, pensato per aumentare la nostra attenzione in tempi precari. Durante questo anno turbolento, gli interventi uditivi hanno caratterizzato la nostra esperienza collettiva, che si tratti degli applausi serali per i lavoratori essenziali o delle voci dei manifestanti che chiedono giustizia. La mostra si basa su questo momento, incoraggiando il pubblico a dare il proprio contributo al nostro paesaggio sonoro urbano. In definitiva, Semo intende che queste campane suonino una nota di ottimismo. Mentre risuoniamo il vecchio e introduciamo il nuovo, ogni campana riverbera in concerto con le sue vicine, creando una risonanza collettiva.
Davina Semo: Riverbero è curato da Public Art Fund Curatore Daniel S. Palmer.