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Doppia ripresa - Public Art Fund
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Centro MetroTech
11 ottobre 2009 - 10 settembre 2010

Circa la mostra

Con cinque nuove commissioni di sei artisti emergenti, Double Take celebra il curioso rispetto al confortevole, lo strano rispetto al semplice e il misterioso rispetto al banale. Progettate tenendo conto delle condizioni specifiche del sito, ogni artista ha preso un elemento dell'architettura o dell'ambiente esistente e lo ha sottoposto a un processo di modifica o metamorfosi. Le opere giocano con la fantasia e l'illusione per forzare un cambiamento nella percezione, creando una sorta di miraggio. Nulla è come sembra: una rete metallica si dissolve in pixel, un falò anela alla sua fiamma, un lampione si piega, l'esterno è interno e un fantasma si nasconde.

Artisti in primo piano

Cristiano di Vietri, The Gathering
Christian de Vietri (nato nel 1981 a Kalgoorlie, Australia) ricerca i momenti di meraviglia così come esistono nel mondo materiale. Spesso usando un senso di gioco infantile per esaminare la materialità degli oggetti, de Vietri inverte i modelli tradizionali di comportamento e le caratteristiche della forma. Un falò evoca una moltitudine di connotazioni, dal festoso al sinistro. Il suo intento può variare notevolmente, ma la sua struttura e funzione rimangono sempre le stesse: il falò è il fulcro attorno al quale si riuniscono le comunità. The Gathering L'inconfondibile talento di de Vietri per la finitura e l'artigianalità si riversa in una costruzione effimera per eccellenza. Rami e tronchi di alluminio fusi singolarmente sono impilati in una pila ordinata per formare un falò alto quasi due metri. Insita nel processo della sua creazione, la scultura è sia un prologo che un epilogo del fuoco. The Gathering sembra aspettare la sua scintilla, ma in realtà la scintilla si è già spenta.

Michael DeLucia, Senza titolo (recinzioni)
Michael DeLucia (nato nel 1978 a Rochester, New York) utilizza oggetti comuni per esplorare la natura dell'astrazione. Polistirolo, carrelli della spesa, stracci, bidoni della spazzatura e, in questo caso, una rete metallica, fungono da materiali per determinare la forma. Senza titolo (recinzioni) è composto da 13 pannelli di rete metallica di calibro standard, distanziati di 9 cm l'uno dall'altro per creare un cubo minimalista di 12 metri quadrati. Gli strati sovrapposti producono un motivo moiré, che attiva lo spazio all'interno del cubo e suscita il desiderio di osservare l'opera da più angolazioni. Spostando l'allineamento della griglia attraverso il movimento, il design appare come se fosse animato. In continua trasformazione, Senza titolo (recinzioni) evapora in minuscoli blocchi di colore per creare un portale verso uno spazio astratto.

Matt Irie e Dominick Talvacchio, Lampione
Matt Irie (nato nel 1977 a Fort Wayne, Indiana) e Dominick Talvacchio (nato nel 1976 a Philadelphia, Pennsylvania) lavorano in team dal 2002. Il loro lavoro, che abbraccia diversi media, indaga l'idea che nulla sia permanente, ma che tutto sia in movimento e mutevole. Il loro intento è quello di camminare sul sottile confine tra l'ordinario e lo straordinario, tra il possibile e l'impossibile, come nel caso di LampioneLungo una fila di lampioni, uno sembra essersi misteriosamente piegato, piegandosi sotto il suo stesso peso. Crollato sul prato, il lampione in acciaio crea un grande cratere nel terreno, suggerendo il verificarsi di un evento fenomenale. Sebbene piegato in modo impossibile, funziona ancora, in modo improbabile, come una lampada. La reinterpretazione di questo oggetto di uso quotidiano da parte degli artisti gli permette di funzionare in un modo che va oltre le aspettative, enfatizzandone la malleabilità a discapito della stabilità.

Natasha Johns-Messenger, ThisSideIn
L'opera di Natasha Johns-Messenger costringe lo spettatore a sperimentare lo spazio piuttosto che semplicemente a guardarlo. Per la hall del One MetroTech Center, crea un'impossibilità visiva. Johns-Messenger (nata nel 1970 in Australia) ha costruito due strutture architettoniche indipendenti. Realizzate in legno, entrambe sono perfettamente simmetriche rispetto alle linee pulite della stanza e dipinte per fondersi con le pareti in marmo. Esteticamente ambigue, le strutture racchiudono al loro interno un parco giochi visivo. Specchi nascosti posizionati strategicamente all'interno ingannano l'occhio; invece di vedere lo spazio interno, lo spettatore si trova di fronte allo spazio esterno. Apparendo come un tunnel senza fine verso un altro luogo, ThisSideIn è un circuito visivo che conduce a un esterno irraggiungibile.

Johannes VanDerBeek, Fantasma pellegrino
Johannes VanDerBeek (nato nel 1982 a Baltimora, MD) crea esperimenti complessi e laboriosi sulla materialità e sull'artigianato, spesso confondendo la distinzione tra passato, presente e futuro. Per Fantasma pellegrinoVanDerBeek produce la sensazione di una distorsione temporale sovrapponendo due immagini distinte provenienti da due epoche diverse. L'artista ha scolpito una visione fantastica ma realistica di un fantasma. Evocando un'apparizione della storia americana nel centro di Brooklyn, l'opera assume l'aspetto di un pellegrino con le gambe di legno, parzialmente coperto da un lenzuolo, come un ricordo dimenticato da tempo. L'artista ha dipinto sulla scultura in alluminio con un effetto trompe-l'oeil per fondere i dettagli dell'identità della figura con quelli del paesaggio circostante. Emergendo come un fantasma, sia in senso letterale che figurato, la forma sembra scomparire a seconda del punto di vista dell'osservatore.

Galleria Foto

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Località

Centro MetroTech
Centro MetroTech

Public Art Fund organizza mostre presso MetroTech dal 1993.

Double Take presso il MetroTech Center fa parte di un programma in corso organizzato dal Public Art Fund, sponsorizzato da MetroTech Commons Associates e da altre aziende MetroTech, tra cui Forest City Ratner Companies, JPMorganChase, National Grid, WellChoice e il Polytechnic Institute della New York University. Un ringraziamento speciale a Forest City Ratner Companies e First New York Partners.

Public Art Fund è un'organizzazione artistica senza scopo di lucro sostenuta da generosi contributi di privati, fondazioni e aziende e con fondi del Dipartimento degli Affari Culturali della Città di New York, del New York State Council on the Arts, un'agenzia statale, e del National Endowment for the Arts.

Johannes VanDerBeek Fantasma pellegrino è una parte del Public Art Fund programma In the Public Realm, sostenuto in parte dal National Endowment for the Arts, dal New York State Council on the Arts, un'agenzia statale, e dal New York City Department of Cultural Affairs.


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