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MetroTech ArtWorks '93 - Public Art Fund
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Centro MetroTech
1 gennaio - 31 dicembre 1993

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Artisti in primo piano

Dan Devine, Il segreto di Las Meninas
Dan Devine (nato nel 1940 a Derby, CT) ha creato un'opera d'arte tridimensionale che funge da luogo di riposo per coloro che frequentano l'area erbosa del MetroTech Commons. La scultura è realizzata in cemento, in loco, direttamente da uno stampo elaborato costruito con oggetti trovati nell'area circostante il MetroTech Center. Riciclando questi rifiuti come materiale scultoreo, questi oggetti e le loro storie vengono rivitalizzati come artefatti culturali. L'opera completata, che prende la sua forma finale direttamente dalla varietà di oggetti impiegati nello stampo, è una massa di archeologia urbana socialmente informata: una testimonianza di attività, sogni e desideri della comunità.

Quest'opera è installata accanto alle opere degli artisti di Brooklyn Stephen Rueckert e David Schafer. Laura Nash ha creato un'installazione indoor nella hall del One MetroTech Center.

Laura Nash, Camere di condensazione
Camere di condensazione di Laura Nash (nata negli Stati Uniti) è composta da sei colonne, installate su un triangolo erboso. La disposizione delle colonne a griglia richiama la disposizione degli alberi circostanti, creando una transizione tra l'elemento naturale e quello artificiale.

Ogni colonna è composta da un contenitore interno e da uno esterno. La camera esterna è parzialmente riempita con un liquido torbido di colore verde chiaro (una miscela di antigelo e altri elementi). Il liquido si condensa sulla superficie interna della camera esterna. Nella camera interna è presente un tubo di neon blu argon, che illumina il vapore e il liquido nella camera esterna. Dall'esterno si osserva una fluttuazione costante di vapore e goccioline di colore verde chiaro, illuminate dall'interno da una luce blu pallida. La velocità di condensazione sarà influenzata dalle variazioni esterne di luce solare e temperatura.

Ogni colonna si erge a due metri e mezzo dal suolo ed è disposta in file distanti circa quattro metri l'una dall'altra. Le colonne sono realizzate in plastica acrilica spessa. L'illuminazione è al neon industriale, come quella utilizzata nelle insegne esterne, e rimane accesa giorno e notte. L'elemento liquido è permanentemente sigillato e contenuto.

Ogni colonna, vista singolarmente, è come assistere a un esperimento in corso sull'interazione tra elementi e processi naturali (condensazione) e il contenimento tecnologico, la distillazione e l'illuminazione. Circondati dalle sei colonne, gli spettatori potrebbero sentirsi come un elemento all'interno di un transistor, o come se si trovassero in una foresta di provette.

Stefano Rueckert, ON-ON-ON
ON-ON-ON è un'opera d'arte che celebra la bellezza della scienza e della tecnologia. Stephen Rueckert (nato nel 1953) l'ha progettata per simulare lo stesso senso di meraviglia, curiosità e piacere che proviamo quando sbirciamo nella cabina di pilotaggio di un aereo e vediamo tutti gli affascinanti interruttori e quadranti, o quando guardiamo dentro un pianoforte e scopriamo l'incredibilmente intricato meccanismo sonoro: quella sensazione di "Wow! Cos'è tutto questo?". Le luci, gli interruttori e la vasta gamma di materiali e forme tattili della scienza e della tecnologia hanno un fascino universale: ON-ON-ON gioca con questi materiali ed esplora questo aspetto del rapporto tra uomo e macchina.

ON-ON-ON è costituito da quattro console, o postazioni di lavoro, disposte a griglia, ciascuna con una propria composizione di materiali. Una è trasparente, realizzata in plexiglas spesso mezzo pollice, e ospita pannelli solari che forniscono energia al resto del sistema. Questa postazione di lavoro ha un aspetto high-tech.

Il secondo è un getto di cemento con la sezione interna completamente rivestita di LED colorati, posizionati a circa 1 cm di distanza l'uno dall'altro su tutte e quattro le superfici, incastonati nel cemento e alimentati dai pannelli solari del primo modulo. Questa sezione si ispira al concetto di geode, una pietra cementizia all'esterno e tempestata di cristalli all'interno.

La terza è realizzata in compensato marino per esterni, utilizzato nella costruzione di imbarcazioni, e verniciata come il mogano o il rovere scuro di una barca. Ha l'aspetto di un'antica apparecchiatura scientifica, tematicamente legata al concetto di "macchina del tempo", di una macchina dei sogni ancora inedita, che potrebbe trasportarci nei luoghi simbolo della "vecchia" Brooklyn o in un futuro immaginario. Questa unità è dotata di una fessura o "cassetta postale" incorporata, etichettata "Sogni futuri", attraverso la quale l'osservatore può partecipare scrivendo i propri desideri per il futuro e depositandoli nella scultura. I vari interruttori, quadranti ed etichette di questa unità guidano l'osservatore in questa attività, utilizzando gli strumenti di scrittura collegati e forniti all'interno della console.

La quarta unità ha una struttura interna in lamiera zincata, rivestita con interruttori a levetta distanziati di 1 cm su tutte e quattro le superfici. Le pareti esterne sono aperte e ricordano la struttura di un'ala di aereo con cavi e montanti. Questo permette all'osservatore di guardare all'interno, sul retro dei gruppi di interruttori a levetta, collegati tra loro con cavi dai colori vivaci. Il retro di questa unità splendidamente strutturata, anch'essa costruita come un'ala di aereo, è visibile attraverso l'unità in plexiglas adiacente.

Davide Schafer, Traliccio del Nuovo Secolo
Per il suo lavoro Traliccio del Nuovo SecoloDavid Schafer (nato nel 1955 a Kansas City, Missouri) ha spiegato: "L'arena pubblica creata dal MetroTech Center richiama lo spazio pubblico del XIX secolo. Il tribunale, il municipio e la chiesa cittadina sono stati sostituiti da un'università, un istituto bancario e palazzi per uffici aziendali. Il desiderio di uno spazio pubblico attivo e funzionale è un elemento fondamentale per catalizzare commercio, istruzione e attività imprenditoriali".

Traliccio del Nuovo Secolo si colloca a metà strada tra un indicatore di sito e un monumento al centro della piazza. Situato al centro di MetroTech Commons, Traliccio del Nuovo Secolo Incoraggia i visitatori a percorrere il perimetro dello spazio per leggere un paio di citazioni incollate su di esso. Una di queste è tratta da una brochure che spiega la premessa e il concetto del MetroTech Center: "Leader del nuovo secolo, oggi". Questo motto, stimolante e sicuro di sé, non solo caratterizza il sito, ma richiama anche l'epoca delle esposizioni universali. Il linguaggio dimostra la forza e la mitologia del sogno americano. Dovevano rappresentare l'uomo e la comunità in armonia con il loro ambiente.

Un'altra citazione sullo spazio pubblico è in caratteri più piccoli. Frederick Law Olmsted, nei suoi appunti sul Fort Greene Park, situato vicino al complesso MetroTech, parla del posizionamento del Monumento ai Martiri al centro della piazza del parco. "Per la rinfrescante purezza dell'aria e la bellezza della prospettiva, la parte centrale della piazza è, senza dubbio, da preferire". La citazione di Olmsted rivela le sue intenzioni di voler offrire uno svago salutare. I suoi parchi e spazi pubblici incoraggiavano a sfuggire al ritmo incessante della griglia urbana. Ispirava il patriottismo civico e i suoi parchi erano un mezzo per instillare principi di stabilità e riforma sociale. Le due citazioni sono posizionate in modo tale da poter essere lette contemporaneamente mentre si passeggia per il MetroTech Commons. I testi collage sono visti come un'ellisse di circonferenza di 3 x 75 metri, letteralmente sospesa a 20 metri da terra da una struttura di tubi e cavi in ​​acciaio.

Quest'opera è installata accanto alle opere di Dan Devine e David Schafer. Laura Nash ha creato un'installazione indoor nella hall del One MetroTech Center North.

Località

Centro MetroTech
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MetroTech Opere d'arte è presentato dal Public Art Fund, Inc., e sponsorizzato da Forest City Ratner Companies e Commons Associates.


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