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Nicholas Galanin: In ogni lingua c'è Terra / En cada lengua hay una Tierra - Public Art Fund
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Nicola Galanin In ogni lingua c'è Land / En cada lengua hay una Tierra

Brooklyn Bridge Park
16 maggio 2023 - 10 marzo 2024

Circa la mostra

Comunicati Stampa

Nicholas Galanin ha creato quest'opera con gli stessi tubi d'acciaio utilizzati per costruire il muro di confine tra Stati Uniti e Messico, richiamandone anche l'altezza di 30 metri. Il metallo è stato tagliato e riassemblato per formare la scritta LAND in un formato che ricorda la scultura di Robert Indiana del 1966. AMORELa piastra anti-arrampicata visibile in cima al muro di confine appare qui sulle lettere superiori, e il testo si ripete su quattro livelli per creare una struttura dinamica e aperta. Cambiando il punto di vista, il testo oscilla tra leggibilità e astrazione.

Galanin è un membro della tribù Sitka dell'Alaska (nato nel 1979 a Sitka; Lingít e Unangax̂). In quanto indigeno, pratica la sussistenza nella sua terra natale. Per lui, la libera circolazione della vita è essenziale e ogni forma di vita è profondamente connessa alla Terra. Galanin adatta aspetti della Pop Art e del Minimalismo, come la ripetizione, il testo e la produzione industriale, per protestare contro i sistemi oppressivi di divisione e controllo. Il titolo, In ogni lingua c'è Land / En cada lengua hay una Tierra, Combina inglese e spagnolo, due lingue imposte in Nord America fin dalla colonizzazione. L'opera ci ricorda che i popoli indigeni persistono e permeano i confini nonostante la rimozione forzata di diritti, lingue e accesso alla terra e all'acqua. Per Galanin, "le barriere alla terra riflettono direttamente le barriere all'amore, amore per la terra, per la comunità e per le generazioni future".

Nicolas Baume
Direttore artistico ed esecutivo, Public Art Fund

Foto di installazione

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Informazioni sull'artista

Nicola Galanin    Vedi profilo

Nicholas Galanin (nato nel 1979 a Sitka, Alaska) crea un'arte radicata nella sua prospettiva di uomo indigeno, legato alla terra e alla cultura a cui appartiene. Il suo lavoro è permeato da un'osservazione incisiva e da un pensiero critico per promuovere la giustizia sociale e ambientale. Attraverso concetti, forme, immagini e suoni, Galanin espande e rifocalizza le intersezioni culturali, ponendo al centro l'indigeneità. Le sue opere sono contenitori di conoscenza, cultura e tecnologia, intrinsecamente politiche, generose, risolute e poetiche. Abilmente interagendo con passato, presente e futuro, Galanin celebra la bellezza, la conoscenza e la resilienza dei popoli indigeni. Evitando binari e categorizzazioni, la pratica multistrato di Galanin cerca di immaginare, costruire e sostenere la sovranità indigena.

Negli ultimi due decenni, il lavoro di Galanin ha spaziato tra media, materiali e processi, includendo potenti esempi di arte pubblica. Nel 2020, Galanin ha scavato la forma dell'ombra della statua del Capitano James Cook a Hyde Park per la Biennale di Sydney, esaminando gli effetti della colonizzazione sul territorio, criticando i pregiudizi antropologici e, infine, suggerendo la sepoltura della statua e di altre simili. Nel 2021 ha creato un'opera analoga alla scritta di Hollywood per la Desert X Biennial di Palm Springs, in California, con la scritta "INDIAN LAND", sostenendo e sostenendo direttamente le iniziative Land back e Real Rent. In definitiva, la sua pratica ci invita ad analizzare e ripensare i presupposti delle strutture di potere radicate e a rivalutare quelli dell'indigeneità, inclusa la cura per la terra, la comunità e le generazioni future.

Galanin ha conseguito una laurea in Belle Arti (BFA) presso la London Guildhall University in Design del Gioiello e un Master in Arti Visive Indigene (MFA) presso la Massey University in Nuova Zelanda, prima di conseguire il diploma presso maestri intagliatori e gioiellieri della sua comunità. È rappresentato dalla Peter Blum Gallery di New York e la sua musica è pubblicata dalla Sub Pop Records di Seattle. Galanin vive e lavora con la sua famiglia a Lingít Aani, Sitka, Alaska.

(come da 2023)

Località

Brooklyn Bridge Park
Brooklyn Bridge Park

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Supporto alla leadership per Nicholas Galanin: In ogni lingua c'è Land/ En cada lengua hay una Tierra è offerto da Ellen e Andrew Celli; Angelo KH Chan e Frederick Wertheim; il Girlfriend Fund; Jennifer Sykes Harris; la Jacques and Natasha Gelman Foundation; Holly e Jonathan Lipton; Elizabeth Fearon Pepperman e Richard C. Pepperman II; la Peter Blum Gallery; Allison e Paul Russo; e Karen e Sam Seymour con il supporto importante di Linda Lennon e Stuart Baskin. Ulteriore supporto è fornito da Carla Shen.

Un ringraziamento speciale al Brooklyn Bridge Park e a Silman, il nostro partner ingegneristico.

Public Art Fund è sostenuto dalla generosità di privati, aziende e fondazioni private, tra cui il supporto principale di Bloomberg Philanthropies, insieme al supporto importante della Abrams Foundation, del Charina Endowment Fund, della Joseph and Joan Cullman Foundation for the Arts, della Fuhrman Family Foundation, della Marc Haas Foundation, della Hartfield Foundation, della William Talbott Hillman Foundation-Affirmation Arts Fund, del Donald A. Pels Charitable Trust, della Red Crane Foundation, della Silverweed Foundation e della Wagner Foundation.

Public Art Fund Le mostre e i programmi sono inoltre finanziati in parte con fondi pubblici provenienti da agenzie governative, tra cui il New York State Council on the Arts con il supporto dell'Office of the Governor e della New York State Legislature, e il New York City Department of Cultural Affairs in collaborazione con il City Council.

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