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Conferenze: autunno 2011 - Public Art Fund
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Conferenze: autunno 2011

Mercoledì 21 settembre - 16 novembre 2011
6-6pm
La Nuova Scuola
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L'autunno 2011 Public Art Fund La serie "Talks at The New School" esamina il potenziale trasformativo della scultura e la sua capacità di andare oltre la presenza materiale della forma fisica di un oggetto. Ispirata dall'influenza di una precedente tradizione di arte concettuale sulla pratica scultorea contemporanea, questa serie esplorerà come i limiti di un oggetto possano essere ridefiniti, sia letteralmente che metaforicamente, nella sfera pubblica.

Michael Sailstorfer
9/21/2011
Michael Sailstorfer esplora il tema della serie, I limiti di un oggetto in relazione alle opere passate e alle sue più recenti sculture di grandi dimensioni Tornado che ha trasformato fisicamente circa 200 pneumatici di camion in "nuvole" scure che turbinavano sopra i visitatori che attraversavano la Doris C. Freedman Plaza. La pratica di Sailstorfer consiste principalmente nell'uso di materiali di recupero per creare "macchine di trasformazione" che espandono lo spazio e la presenza di un oggetto oltre ciò che appare alla vista.

Paola Pivi
10/5/2011
Le installazioni, le sculture, le performance e le fotografie dell'artista italiana Paola Pivi, residente in Alaska, creano associazioni e relazioni visive sorprendenti ed enigmatiche che ampliano la nostra comprensione dell'esperienza dell'arte contemporanea. Riunendo riferimenti sorprendenti dal nostro mondo quotidiano, Pivi ha orchestrato scenari inaspettati come uno zoo di animali da compagnia in una galleria, un camion ribaltato sul ciglio di una strada, 100 cinesi riuniti in una galleria e un leopardo che attraversa una galleria piena di tazze di cappuccino. Paragonata a un "parco giochi esperienziale", la sua opera sovverte le aspettative con l'imprevisto e sfida il nostro modo di interagire presentando l'inconcepibile come reale.

Matthew Day Jackson
11/16/2011
La storia è parte di ogni singola azione, di ogni singola cosa che facciamo. Non la scegliamo noi; in un certo senso è lei a scegliere noi. Siamo il prodotto del nostro ambiente. Credo che si tratti di vedere le cose nel mondo che mi circonda, cose che leggo, una fotografia su Internet, cose che vedo andando in bicicletta per strada. Ci sono momenti in cui è quasi come un segnale radar. Essendo ciò che siamo, inviamo costantemente questi segnali al mondo, e quando iniziamo a ricevere un segnale di ritorno, è quello che riconosce la nostra presenza, la nostra visione. E in quel momento, è il momento in cui l'abbiamo scelta. Abbiamo inviato il segnale, il segnale ci torna indietro, e in quel momento incarniamo la storia e, mentre inviamo questi segnali, dimostriamo semplicemente di esserne consapevoli.
-Matthew Day Jackson, “The Brooklyn Rail”, luglio-agosto 2011

Uno degli artisti più creativi della sua generazione, Matthew Day Jackson esplora il rapporto tra materiali, miti e storia recente per creare opere che si confrontano con la natura dell'esperienza umana, sia personale che collettiva. Il lavoro di Jackson utilizza un'iconografia quotidiana giustapposta a un'archeologia della forma sconosciuta per creare "coraggiosi nuovi mondi" di incontro nelle sue opere, che si tratti di scultura, collage, video o fotografia.

Public Art Fund trattativa sono organizzati dal Public Art Fund in collaborazione con il Vera List Center for Art and Politics presso la New School.

Località

The New School
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